La scelta del condizionatore: quanti BTU, quanti split, quanto altro

guida alla scelta del condizionatore3
Introduzione all’argomento

Introduzione all’argomento

Prima d’iniziare con l’articolo, spendiamo due parole per chiarire alcuni termini che attengono in qualche modo all’argomento che tratteremo.

condizionatore

Con un condizionatore noi siamo in grado d’impostare la velocità dell’aria e la temperatura che desideriamo avere in un ambiente.

Va da sé che, come conseguenza che dal condizionatore esce aria dell’aria secca, utilizzare questo tipo di elettrodomestici renderà più secca l’aria dello stesso ambiente: si tratta di un effetto “collaterale” dei condizionatori i quali non ci consentono appunto il controllo del tasso di umidità ambientale.

climatizzatore

Col climatizzatore siamo invece in grado di controllare sia la temperatura, che l’umidità e la velocità dell’aria in uscita.

I termini condizionatore e climatizzatore vengono spesso, in modo improprio, impiegati nel linguaggio corrente indifferentemente, ma anche da parte di molti produttori, quasi fossero sinonimi.

Criteri per scelta condizionatore

I criteri-base per la scelta del “giusto” condizionatore

Relativamente all’individuazione dei parametri che caratterizzano la piena funzionalità dei condizionatori, occorre conoscere qual è la loro “giusta” potenza: quanta potenza cioè devono avere per “coprire” una determinata stanza (o più stanze) tanto per intenderci.

Il tutto ovviamente alla luce delle nostre effettive esigenze e condizioni: ad esempio, in relazione alla nostra necessità di condizionare uno o più locali, ai costi che dobbiamo sostenere per l’acquisto e di quelli relativi al funzionamento del condizionatore, ecc.

Ma procediamo con ordine.

Le loro diverse tecnologie

Le diverse tecnologie su cui oggi si basano i condizionatori

I condizionatori attualmente in commercio si possono dividere in due categorie in base al loro modo di funzionare:

  1. in condizionatori d’aria basati sulla tecnologia inverter;
  2. in condizionatori d’aria che si basano sulla cosiddetta tecnologia on-off.

tecnologia ad inverter

La cosiddetta tecnologia ad inverter (in italiano: invertitore) viene utilizzata in diversi campi ed in diversi settori. Anche nel settore dei climatizzatori di qualità. 

Com’è noto, un inverter è un apparato elettronico che produce dell’energia elettrica a corrente alternata partendo da una sorgente in corrente continua. Questa tecnologia cconsente di regolare in modo automatico e continuo la potenza e la velocità di funzionamento del condizionatore (in questo caso).

In questo campo, la “tecnologia inverter” ci permette quindi di gestire la temperatura a casa nostra allo stesso modo come fanno i termostati ed i cronotermostati. In pratica, un condizionatore d’aria basata sulla tecnologia ad inverter

  • raffredda l’ambiente velocemente sfruttando appieno la sua potenza,
  • ma una volta raggiunta la temperatura impostata l’inverter rallenta, e lo fa funzionare al minimo quanto basta per mantenere la temperatura raggiunta.

In questo modo non si ha un consumo di energia in eccesso dovuto al fermarsi ed al riaccendersi dell’apparecchio. Questo mantenimento al minimo produce un dispendio energetico inferiore di circa il 30% in meno in otto ore.

In linea di massima quindi, i condizionatori che si basano sulla tecnologia ad inverter,

  • sono più costosi al momento dell’acquisto, rispetto a quelli con la tecnologia on-off,
  • ma poi ci danno un notevole risparmio se li utilizziamo per almeno otto ore al giorno.

tecnologia on-off

I condizionatori che si basano su questa tecnologia on-off, hanno dei consumi energetici più elevati.

Ciò in quanto al momento dell’accensione il compressore, questo lavora subito alla sua massima potenza, e continua a funzionare a pieno regime indipendentemente dalla temperatura della stanza.

Una volta raggiunta la temperatura programmata, il condizionatore on-off si spegne, e poi riparte sempre al massimo quando la temperatura della stanza è variata rispetto quella pre-impostata.

Le loro classi energetiche

Le classi di efficienza energetica dei condizionatori

classe energetica condizionatori

In ragione della loro elevata qualità, i condizionatori di ultima generazione aventi una classe di efficenza energetica A+++ (quella con una migliore efficienza) e quelli con la classe A++,  hanno bassissimi consumi di energia elettrica.

Quando questi condizionatori sono collegati ad  impianto elettrico (domestico) un pre-esistente, spesso non necessitano di un aumento di potenza.

Il fattore classe di efficienza è realmente un elemento fondamentale. Quindi prima di procedere all’acquisto di questo elettrodomestico è importante conoscere a quale classe appartenga, in quanto già ci permette di avere un’idea circa l’impatto che avrà sulla nostra bolletta della luce.

Le classi energetiche inferiori alla A+, oggi sono considerate non particolarmente performanti. Il loro consumo è alto, e potrebbe comportare la necessità di un’aumento della potenza in chilowatt (kW) prevista dal nostro contratto col fornitore dell’energia elettrica.

A questo proposito, basti solamente pensare che, a parità di prestazioni,

  • un condizionatore in classe A consuma all’incirca 890 kWh,
  • mentre uno di classe A++ ne consuma appena un terzo, ovvero 321 kWh.

Ecco perché è importante la classe energetica di un qualsiasi elettrodomestico – condizionatore compreso – (che si pensa di acquistare).

Va da se poi, che poiché i consumi energetici di un impianto con un’alta/altissima classe energetica sono più bassi, e nel lungo termine ci consentiranno di avere un risparmio ben più alto rispetto al loro maggior costo d’acquisto.

La potenza di un condizionatore

Come determinare la potenza di un condizionatore

btu

La BTU (British Termal Unit) è un’unità di misura dell’energia.

La potenza termica di un condizionatore si misura in BTU / h, ovvero come rapporto tra la quantità di calore scambiato e il tempo (un’ora).

Quando si deve scegliere – o meglio – quando si deve dimensionare un condizionatore è necessario ragionare anche in termini di BTU / h.

I BTU / h sono strettamente correlati ai metri cubi dell’ambiente in cui il condizionatore dev’essere utilizzato: il condizionatore dev’esser dimensionato in base ai volumi dell’ambiente in cui va ad operare.

Per calcolare quindi i BTU/ h del condizionatore possiamo seguire i seguenti due passaggi:

  1. calcolare il volume della stanza da condizionare. Per farlo – supponendo di trovarci in una stanza che ha la forma di un parallelepipedo rettangolare – basterà che moltiplichiamo la sua larghezza per la sua lunghezza e per la sua altezza.  Ad esempio, se abbiamo una stanza che misura 5 metri di larghezza, 4 m di lunghezza e 3 m di altezza, il calcolo sarà: 5 x 4 x 3 = 60.
  2. moltiplicare il risultato per 100. Nel nostro caso otterremmo 6000 (60 x 100).

Il risultato così ottenuto rappresenta la potenza del condizionatore che ci è necessario per condizionare il nostro ambiente. Nel nostro caso 600 BTU / h.

Senza dover ricorrere ai (semplici) calcoli visti sopra, in linea di massima si può fare affidamento sulle seguenti stime:

  • per una stanza di 25-30 metri quadrati di superficie, la potenza termica del condizionatore dev’essere intorno ai 9.000 BTU;
  • per una metratura di 35-40 metri quadri, la potenza termica del condizionatore deve essere intorno ai 12.000 BTU;
  • per dimensioni superiori ai 40 metri quadri, la potenza termica del condizionatore deve essere intorno ai 18.000 BTU (o più).

Attenzione però che queste stime possono essere valide solamente,

  • se l’ambiente da condizionare è unico;
  • se l’ambiente da condizionare non é particolarmente caldo, come potrebbe il caso di una mansarda.

in questi casi è infatti indispensabile utilizzare un condizionatore ad inverter, e soprattutto occorre consultare un tecnico specializzato.

Se si vogliono fare dei calcoli più precisi rispetto alle stime approssimative che abbiamo visto, infatti vanno prese in considerazione anche altre variabili, una tra tutte la dispersione termica dell’abitazione.

Ad esempio, in una casa non di recente costruzione con infissi mal coibentati, sicuramente l’aria fredda erogata dal condizionatore tenderà a dissiparsi molto velocemente, senza generare un reale comfort, ma pesando (eccome!) sulla bolletta della luce.

Approfondimento: BTU/h e Watt: cosa sono

BTU / h e Watt sono due unità di misura della potenza.

BTU all’ora (BTU/h)

Si tratta di una unità utilizzata principalmente negli Stati Uniti ed in Gran Bretagna.

Una BTU / h è la potenza necessaria per innalzare la temperatura di una libbra d’acqua di 1 grado Fahrenheit.

Watt

Il Watt è l’unità di misura della potenza del Sistema Internazionale.

Per convertire una misurazione in Btu all’ora in una misurazione in Watt, moltiplicare la potenza per il rapporto di conversione.

Un Btu all’ora equivale a 0,293071 Watt, quindi per fare la conversione puoi utilizzare questo calcolatore:

 

Raffreddare con mono/con multi-split

Raffreddare con un condizionatore, con uno oppure con più split

Uno split, altro non è altro che l’unità interna dei più comuni condizionatori domestici ad impianto fisso,

  • in cui la pompa che aziona il condizionatore solitamente è posta all’esterno dell’abitazione,
  • mentre lo split mette in circolo l’aria – più o meno refrigerata in base alle impostazioni predefinite – all’interno dell’abitazione stessa.

Quando un condizionatore ha più di un’unità interna, allora lo si definisce condizionatore multi-split.

Se la nostra necessità di condizionamento non dovesse riguardare un solo ambiente, potremmo avere la necessità di acquistare un condizionatore multi-split.

Mono, oppure multi-split ?

Condizionatore mono, oppure multi-split?

multi split

Se abbiamo in mente di acquistare un condizionatore – anche – che funzione della temperatura della zona notte della nostra abitazione, dovremo prevedere la necessità di dover condizionare più ambienti. In questi casi la nostra scelta sarà duplice.

1. Possiamo acquistare un condizionatore mono split e posizionare l’unità interna nel corridoio dove si affacciano le stanze per il soggiorno diurno e quelle per la notte.

  • Se optiamo per questa scelta, è meglio puntare su un condizionatore “on-off” ,
  • infatti ancorché questi apparecchi consumino più corrente, garantiscono un flusso costante di aria, senza rallentamenti una volta che la temperatura nel corridoio raggiunge quella impostata;
  • in questo modo infatti l’aria condizionata mantiene la spinta necessaria per arrivare in tutte le stanze;
  • ovviamente in questo caso bisogna avere l’accortezza di chiudere la porta degli ambienti non utilizzati o da non condizionare, come bagni o i ripostigli, in modo da evitare la dispersione dell’aria prodotta.

2. Possiamo installare uno split per ogni singolo ambiente da condizionare.

  • In questo caso, l’ideale è un condizionatore con tecnologia inverter.
  • Per far sì che questo impianto possa funzionare adeguatamente, è necessario conoscere prima sia la potenza del motore esterno, sia quella dei singoli split interni.
  • Ma attenzione che quando gli split vengono utilizzati in contemporanea ci potrebbero esserci dei problemi di riduzione della potenza.
La loro rumorosità

La rumorosità dei condizionatori

Se si vuole acquistare un condizionatore per raffreddare la stanza da letto nelle notti estive, è molto importante che l’apparecchio prescelto sia silenzioso perché altrimenti potrebbe compromettere il nostro riposo.

Solitamente è il motore esterno a fare più rumore, perciò nella fese della sua installazione sarebbe opportuno evitare di posizionarlo nei pressi della camera da letto.

Dal momento che anche l’unità interna può essere rumorosa, al momento dell’acquisto occorre fare attenzione ai suoi decibel, partendo dal presupposto che il livello migliore di rumore (per un utilizzo notturno) dovrebbe essere compreso tra i 20 e i 30 dB.

Gli indici tecnici SEER e SCOP

Gli indici tecnici SEER e SCOP

Per esser sicuri che stiamo acquistando il prodotto adatto alle nostre esigenze, oltre alla classe energetica ed ai BTU, dobbiamo valutare altri due elementi importanti: l’indice SEER e l’indice SCOP. 

indice SEER (Seasonal Energy Efficency Ratio)

L’indice SEER indica l’efficienza energetica dell’apparecchio, per il raffreddamento. 

La scelta di questo indice non è univoca, e varia in base alle dimensioni delle stanze da raffreddare.

In linea generale, se la stanza da raffreddare ha tra i 30 e i 50 metri quadrati, l’indice SEER dovrebbe essere tra 8 e 9.

indice SCOP (Seasonal Coefficent Of Performance)

L’indice SCOP, cioè il coefficiente di prestazioni dell’apparecchio per il caldo, è un indice che è tipico di quei condizionatori che si utilizzano sia per raffreddare sia per riscaldare.

Ci fornisce infatti delle indicazioni circa l’efficienza di riscaldamento del condizionatore, ed è un indice molto utile a chi intende acquistare un’apparecchio per il questo doppio utilizzo.

Se questo fosse il vostro caso, cercatene uno con un indice SCOP che sia compreso tra 4,5 e 5,7.

I possibili costi aggiuntivi

I possibili costi aggiuntivi

Il costo del condizionatore non è solo quello indicato sulla sua confezione d’acquisto.

Spesso ci sono dei costi aggiuntivi che non ci vengono in evidenza immediatamente, ma che potrebbero far diventare quello che ci sembrava un ottimo affare, una macchina mangiasoldi.

Dei costi per i consumi elettrici abbiamo già detto.

Ma dobbiamo anche valutare i costi delle parti di ricambio per la manutenzione ordinaria del condizionatoree, come quelli dei filtri di ricambio, per esempio.

Informatevi bene quindi al momento della scelta, se questi sono facilmente reperibili e quanto costano, per non incorrere poi in problemi  imprevisti dopo l’acquisto.

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